Consigliati

Primi giochi per bambini dai 2 ai 10 anni: quali sono e quali benefici

Primi giochi per bambini

Sei alla ricerca dei primi giochi per bambini? Vuoi qualcosa di innovativo evitando il classico strumento tecnologico? La guida di GiordanoShop potrebbe aiutarti ad avere le risposte che cerchi. Parleremo, infatti, dei giochi per bambini dai 2 ai 10 e dei benefici che possono avere i più piccoli.

I giochetti per bambini, infatti, se per i grandi possono limitarsi soltanto all’aspetto ludico, per i pargoli non è così. Anzi, è esattamente l’opposto. È attraverso i giochi per bambini piccoli che questi ultimi possono sviluppare al meglio le capacità motorie e intellettuali. Perché, come dice un vecchio detto, ‘giocando si impara’. E se vale per gli adulti, figurarsi per i piccoli.

Primi giochi per bambini: benefici

I benefici dei primi giochi per bambini possono essere molteplici. Soprattutto se svolti all’aria aperta. Infatti, tra la natura e il verde, possono imparare non soltanto il rispetto per l’ambiente ma anche capire il loro ruolo sociale. Comprendere, insomma, che esistono altri punti di vista.

Senza dimenticare che, di riflesso, in questo modo, sviluppano più velocemente in senso di comunità e di appartenenza. Oltre all’empatia, fondamentale per stare in un gruppo. C’è chi dice che ci sia perfino una stretta correlazione tra la quantità di ore giocate e lo sviluppo del cervello. Magari non sarà esattamente così, però sicuramente viene notevolmente influenzato in maniera positiva dai giochi ‘sani’ che puoi dare a un bambino. Al di là degli aspetti psicologi, però, i benefici dei giochi per bambini piccoli, anche non per forza all’aperto, riguarda anche la crescita fisica.

Camminare, correre, saltare: tutte attività che migliorano la coordinazione e le attività motorie, fondamentali soprattutto in un’età in cui ha imparato da poco a camminare. Inoltre, viene stimolata la creatività e la fantasia, che in un bambino possono avere potenzialità praticamente infinite.

Insomma, giocare per un bambino è come mangiare: un’attività vitale di cui non ne può fare proprio a meno. Altrimenti, rischia di non veder sviluppato il talento naturale tutto da scoprire che ogni bimbo ha.

Giochi per bambini dai 2 ai 10 anni: alcuni esempi

In questo paragrafo approfondiremo i giochi per bambini dai 2 ai 10 anni, con alcuni esempi utili. Volutamente, abbiamo scartato i giochi tecnologici per bambini piccoli perché possono avere delle controindicazioni, che non stiamo qui ad approfondire.

Partiamo dai giochi per i più piccoli. Quelli adatti per bambini dai 2 ai 5 anni devono tener conto che, questa, è un’età dove i bambini cominciano ad andare a scuola. Quindi devono cominciare a mettere ‘in pratica’ ciò che hanno imparato, ma non le semplici materie scolastiche. Ad esempio, l’associazione tra più oggetti. In questo caso, il puzzle è un gioco per bambini particolarmente adatto o anche dargli carta, forbici (non appuntite) e colla e lasciar libero di creare delle proprie costruzioni.

Per quanto riguarda i giochi all’aperto, si comincia con quelli classici, ad esempio nascondino o l’intramontabile ‘un, due, tre, stai là!’. Passiamo alla fascia successiva, dai 6 agli 8 anni. Qui si comincia a capire meglio il proprio ruolo e si può iniziare con gli indovinelli o le sfide a intuito. Non sottovalutare nemmeno la possibilità di utilizzare materiale riciclato – in modo da fargli capire l’importanza del riutilizzo – per aiutarlo a sperimentare nuove creazioni. E, per quanto concerne i giochi all’aperto, acchiapparello e tiro alla fune sono quelli particolarmente indicati in questa fascia d’età.

Ultimiamo il paragrafo dei giochi per bambini dai 2 ai 10 anni con il biennio 9 e, appunto, 10 anni. Qui, i bambini non possono essere lasciati a loro stessi ma devono capire delle regole: se vuoi regalare loro un libro da colorare, devi far capire che solo alcune parti vanno colorati. O, ad esempio, non può usare l’arancione per colorare il mare. Per quanto riguarda l’aria aperta, deve iniziare a fare sport ma a sceglierlo deve essere il bambino e non i genitori.