Consigliati

Sanitari e presidi per disabili, cosa sono e come progettarli

sanitari per disabili

I sanitari per disabili hanno delle sostanziali differenze rispetto alle persone che non sono diversamente abili. Infatti, per progettarne e realizzare un bagno per diversamente abili bisogna rispettare alcune normative e diversi parametri.

Se hai un disabile in casa, o stai progettando una nuova attività, questa è la guida per te. Seguendo tutti gli step che ti indichiamo, potrai realizzare i sanitari del bagno per disabili nella maniera corretta. In modo da, indipendentemente dalla legge, agevolare la vita a chi è diversamente abile.

Inoltre, concluderemo questo approfondimento dandoti qualche informazione in più sui presìdi per i disabili. Un aiuto fondamentale per i diversamente abili

Sanitari per disabili, come progettarli

Partiamo da un assunto: i prezzi dei sanitari per disabili sono più alti rispetto a quelli classici. Sembra un’ovvietà, ma è meglio specificarlo. Ma è una spesa, se hai un’attività, di cui non puoi farne a meno. Ci sono diverse leggi di riferimento – non staremo qui a elencarle tutte – che disciplinano la creazione del bagno per disabili. Ecco gli aspetti che devi conoscere:

  • Il bagno deve essere ANCHE per disabili. La prima cosa che devi sapere è il fatto che puoi fare a meno di progettare un bagno per diversamente abili. Attenzione, però: non vuol dire che tu puoi non averlo, ma, semplicemente, il bagno deve essere anche per disabili. In altre parole, il bagno deve essere utilizzabile anche dalle persone che non hanno handicap fisici.
  • Uomo e donna. Il bagno e i sanitari per disabili devono essere divisi: uno per gli uomini e uno per le donne.
  • Tutti i comfort. Il bagno per diversamente abili deve includere tutti i comfort possibili: dai sanitari al lavandino, passando per il bidet e la vasca.
  • Gli oggetti che non possono proprio mancare. Essendo diverso dai bagno per le persone senza handicap, il bagno per disabili deve avere alcuni oggetti. Oltre a essere un obbligo normativo, è un atto di civiltà verso chi ha bisogno di assistenza. Non possono, infatti, mancare il corrimano – sia orizzontale che verticale – il WC ad hoc così come il lavabo, che deve avere delle particolari misure (il montaggio a forma di H massimo a 80 centimetri dal pavimento con tubo di scarico flessibile e una leva per azionare la rubinetteria), uno specchio reclinabile in modo da adattarsi alle condizioni della persona. Infine, la porta deve essere munita di un corrimano e, ovviamente, deve esserci l’apposito cartello che segnala qual è il bagno per i disabili.

Presidi sanitari per disabili: quali sono?

I presidi sanitari per disabili sono un elemento fondamentale. Spesso, infatti, si fa confusione tra la nomenclatura che appartiene al mondo della disabilità. Ci sono, infatti, delle sostanziali differenze tra presidi, ausili, ortesi e protesi. In questa sezione parleremo dei presidi, iniziando proprio dal definire cosa sono: non sono altro che degli oggetti che servono per prevenire e curare alcune patologie nonché rendere meno difficile la vita a chi ne soffre. Ecco qualche esempio:

  • Catetere per l’incontinenza. È un particolare attrezzo che serve per aiutare le persone che non riescono (o non possono) controllare la fuoriuscita degli escrementi. O che non possono recarsi in bagno perché sono infermi.
  • Pannoloni. Sono i più comuni presidi sanitari per disabili e c’è sempre un po’ di vergogna a usarli, soprattutto se si tratta di uomini anziani, appartenenti a un’altra generazione. In realtà, non c’è nulla di cui vergognarsi nell’utilizzarli e, anzi, sono un validissimo supporto per la vita quotidiana delle persone in difficoltà.
  • Il pappagallo. Indicato in particolare per un uso medico, serve per ‘contenere’ l’urina che la persona incontinente produce durante il giorno. E che, comunque, da qualche parte deve pur andare.