I nostri figli ripetono le nostre stesse parole o atteggiamenti? Oppure restano incantati davanti ad una scena del loro cartone animato preferito? Nulla di più normale: nella fase evolutiva dei nostri piccoli vi è l’emulazione.
L’inarrestabile curiosità che appartiene ai bambini permette loro di esplorare il mondo e di conoscersi. Il potere dell’imitazione non è da sottovalutare: se pensiamo in modo conscio al modo in cui ci comportiamo di fronte ai nostri figli, noteremo che non sempre i nostri gesti, le nostre parole o il nostro modo di porci è sempre ottimale. Bisogna prestare attenzione perché, l’insegnamento avviene principalmente attraverso il buon esempio.
L’imitazione, infatti, non è altro che una forma di apprendimento dei bambini, ed agisce su due livelli: conscio e inconscio. Potremmo notare che già dai primi mesi i neonati rispondono per imitazione con gesti che non sanno bene a cosa servono davvero.
Crescendo, i bambini si specializzano sempre più nell’imitazione in quanto aggiungono significato ai gesti che compiono: imitando, trovo il mio posto nel mondo.
Pensando ai neuroni specchio o al modo in cui ci adattiamo subito quando entriamo in un nuovo luogo, scopriamo che questa forma di apprendimento non la si abbandona mai, nemmeno da adulti.
I gesti, il tono di voce, l’affrontare una situazione con rabbia o con calma, il modo in cui camminiamo sono tutte azioni che, compiute in presenza di un bambino, sono uno strumento a loro disposizione per affrontare il mondo e la vita, comportandosi in un determinato modo. Queste azioni, infatti, restano impresse nel piccolo finché non inizia a farle sue per essere “grande”. Attenzione quindi ai cattivi esempi che possono dar vita a comportamenti poco sani nei bambini: potremmo scoprire che nemmeno noi ci piacciamo molto in determinate situazioni.
Dunque, niente di più normale se vostro figlio afferma di voler diventare come suo padre, se emula il suo eroe nei gesti e nelle parole: sosteniamolo nell’apprendimento attraverso l’imitazione acquistando loro alcuni giochi “da grande”: le automobiline con cui andranno a “lavoro” proprio come fanno i suoi genitori, la lavagna e i gessetti come fanno le maestre, mantello e maschera per non far scoprire l’identità del piccolo supereroe.
Mettiamo da parte quindi ogni dubbio e aiutiamo nostro figlio a sviluppare i propri sensi motori e a trovare il suo equilibrio nel mondo in modo sicuro e sano.
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