Piante grasse: guida per coltivazione e cura

Molto semplici da coltivare e in grado di essere posizionate sia in spazi aperti e sia all’interno della casa, le piante grasse trovano una buona risposta tra le più ricercate per il primo giardinaggio. La coltivazione, richiede particolare attenzione soprattutto sulla messa a dimora e sulle cure da dedicare con pazienza per ottenere con il tempo delle piccole composizioni in casa.

Piante grasse, primi passi per la messa a dimora

Di piante grasse ne esistono tante tipologie come vedremo anche a breve, tuttavia, la messa a dimora (l’immissione della pianta nel suo terreno definitivo) è il primo passo principale per coltivarle correttamente. Richiede pochissimi accorgimenti come:

  • Acquisto di piante sane e che presentino degli eventuali segni di ricrescita. In questo modo si ha già un piccolo punto di partenza sulle successive cure per ottenere una buona crescita delle piante grasse.
  • Scegliere con attenzione il luogo in cui riporle. Le piante grasse si prestano ad essere coltivate sia in ambiente esterni e sia in ambienti interni.
  • Creare una buona base per la coltivazione. Una buona idea è di sistemare le piante grasse in aiuole rialzate e con una base di ghiaia e composto drenante. E’ importante anche una buona temperatura con una zona abbastanza soleggiata.

Prestare attenzione anche a zone con una buona aerazione, soprattutto laddove la scelta di coltivarle è all’interno di casa.

Tipologie più richieste tra le piante grasse in appartamento

Un settore molto affascinante come quello delle piante grasse, richiede una prima conoscenza delle varie tipologie per una coltivazione che possa arricchire il tuo interno casa o anche essere collocate all’esterno.

Tra le tipologie più utilizzate, le succulente sono adatte soprattutto per essere collocate in ambienti interni. Presentano come punto di forza, un tessuto molto carnoso nei fusti ma anche nelle foglie e nelle radici per una conservazione più efficace e per lungo termine dell’acqua. Altre tipologie ricercate sono:

  • Piante grasse fiorite. Caratterizzate da una moltitudine di colori e tonalità e da fiori molto grandi. Un esempio è la Rebutia Miniscula con fiori arancioni, rossi o gialli. Molto semplici da coltivare trovano una più facile collocazione all’esterno.
  • Piante grasse senza spine. La loro caratteristica è sulla carnosità ovvero la capacità di trattenere bene l’acqua e resistere anche in ambienti più aridi. Lithops, è tra le più conosciute di queste piante e con una tipica forma di sasso. Sviluppano anche dei vivaci fiori giallo. Resistono anche se esposte al sole purchè non si crei un ambiente troppo caldo.

Altre tipologie molto diffuse sono le Cactaceae, ideali da piantare tra il periodo primaverile e quello estivo. Si caratterizzano per le areole pelose attorno al fusto e per la capacità delle radici di raggiungere zone profonde del terreno per creare le migliori condizioni di crescita.

Tra le più famose ricordiamo il Sedum Morganianum, l’Aloe Vera, la Crassula Ovata, la Kalanchoe Tomentosa.

Cure (terreno, vasi, irrigazione, esposizione e concimazione)

Quando si parla di cure di piante grasse, ci si riferisce a quei piccoli dettagli che possono fare la differenza nella fase della coltivazione e per ottenere dei buoni risultati sul primo giardinaggio. In particolare, è da prestare attenzione su:

  • Terreno per piante grasse: quale usare? Pensate al solito habitat di piante grasse e cactus; in genere si tratta di luoghi aridi con poche piogge stagionali. Le piante grasse si sono adattate a cavarsela con poca acqua alla volta. Le loro radici sono molto efficienti nell’assorbire rapidamente l’acqua, e i loro steli e foglie sono in grado di immagazzinare quest’acqua per settimane o mesi. Sono state capaci di evolversi e resistere a deserti aridi, montagne spoglie, in fessure piene di sabbia e zone aride ai margini delle giungle. È da evitare dunque il contatto con ristagni idrici. Le radici, infatti, devono per lo più restare asciutte ma senza trascurare una essenziale fase drenante.
  • Vasi. In commercio ne esistono di diverse dimensioni e potrai tu stesso in base alla pianta grassa scelta sceglierne i migliori. I vasi in coccio, in particolare, sono tra i  più consigliati in quanto permettono una maggiore traspirazione del terriccio ed evitano un ristagno dell’acqua.
  • Irrigazione: quando annaffiare le piante grasse? Come avrai avuto modo di capire, le piante grasse non richiedono di essere continuamente irrigate. Il momento più importante in cui iniziare questa fase, è la primavera ovvero il momento in cui iniziano le prime fioriture delle piante grasse.
  • Esposizione. Optare per zone ben soleggiate o con molta aria, per favorire una buona ricrescita delle piante grasse. Nei periodi più caldi, alternarne l’esposizione anche su zone d’ombre.
  • Concimazione. Dal mese di Marzo o comunque in primavera, è possibile avviare una prima concimazione. E’ da privilegiare prodotti ad alto tenore di fosforo per un buon nutrimento delle piante grasse e per stimolare la prossima fioritura.

Attenzione anche ad alcune malattie che possono colpire le piante grasse. Le più comuni sono afidi e acari per le piante succulenti. Muffa grigia e macchie fogliari per le piante grasse in generale.

Acquisto per interno e esterno. Esistono tante originali soluzioni per l’acquisto di piante grasse per interno ed esterno. Da valutare, lo spazio a disposizione e le caratteristiche delle piante da coltivare. Esistono, infatti, soluzioni come le succulente che prediligono gli ambienti interni e soluzioni come la Rebutia Miniscula, di più facile collocazione all’esterno.